Ancora una volta, Pontremoli si ritrova immersa in una significativa atmosfera natalizia, con momenti di valore simbolico per la propria tradizione e per la propria identità, uniti a luci e scintille che, con il passare degli anni, sono divenute elemento connotante la magia delle serate di questo periodo dell’anno così unico e importante.

Il simbolo della natività è stato restituito proprio pochi giorni fa alla Pieve di Vignola grazie al lavoro di parrocchiani, restauratori e storici, ai quali va il nostro più profondo grazie per aver voluto credere in una tela apparentemente da buttare ma, in verità, con una nuova vita pronta a manifestarsi. Nuova vita che diventa anche stimolo per ognuno di noi a volere e dover continuare a credere in ciò che stiamo facendo per Pontremoli.

Come di consueto, questo è il momento dei ringraziamenti e dei bilanci, momento sempre propizio per dare un via ricco di emozioni e suggestioni all’anno che verrà.

Sicuramente il 2019 è stato un anno con momenti critici e bui, sia per l’incertezza che quotidianamente riscontriamo nel nostro vivere in un’Italia in continuo allarme, alla ricerca di una innovazione in linea con la propria tradizione, ma anche per i tanti problemi legati all’occupazione e alla ricerca di un nuovo ben-essere, non più sostenibile secondo i canoni ai quali ci eravamo abituati.

Vivere la posizione geografica di Pontremoli come luogo di incontro e importante snodo viario lungo i secoli, deve e può rappresentare, ieri come oggi, il significato del nostro esserci, ma ha bisogno della collaborazione di tutti noi nel divenire sempre più luogo della storia che accoglie i cittadini del domani. Indiscussa qualità di vita e disponibilità dei servizi primari sono stati obiettivi verso cui abbiamo lavorato nel corso degli anni, sia per i cittadini di Pontremoli che per emigrati che tornano, ma anche per i turisti, sempre più alla ricerca di luoghi simbolo nei quali ritrovare valori ed esperienze, significati e peculiarità, amicizie e sapori.

Tutto questo in un panorama di difficoltà crescenti per tante realtà appenniniche, quale appunto è Pontremoli, in continua lotta con un calo demografico così marcato da mettere in discussione ciò che sarà la Città da qui a cinquanta anni.

Ecco perché il momento di riflessione di fine anno 2019 deve essere non solo un bilancio di ciò che è stato fatto e un elenco di ciò che ognuno di noi, amministratori ma anche cittadini e visitatori, amanti di questi luoghi ancora in grado di suscitare stupore e meraviglia (le Giornate di Primavera del Fai lo hanno ampiamente dimostrato) può fare, ma al tempo stesso una seria riflessione etica di rispetto verso un territorio che ha cambiato la propria connotazione più intima al passo con i tempi, e che oggi vuole riproporsi quale culla della creatività, della cura e della formazione della Persona, per essere, ora come ieri, luogo di rinascita intellettuale ed emozionale, per sé e per chi lo vive.

La speciale descrizione che Zucchero Fornaciari ha voluto regalare a tutti i suoi fans – e sono davvero tanti in giro per l’Italia e per il mondo – del luogo che ha scelto per nutrire la sua anima e il suo essere, con una splendida declinazione dei prodotti di questa terra, rappresenta un grande dono per la realizzazione di un disegno di Pontremoli sempre più luogo dell’anima, nella cui piazza, luogo simbolo della lettura e della letteratura, si possono avere gli incontri più stimolanti e stravaganti, proprio perché ad ognuno di noi piace essere in luoghi dove ci riconosciamo e dove nutriamo il nostro essere.

Un grazie particolare quindi lo vorrei rivolgere proprio a Zucchero Fornaciari per il grande gesto che ha voluto compiere impegnandosi personalmente nel sollecitare e sostenere un interessantissimo progetto di recupero, studio e valorizzazione di canti popolari e tradizionali, che ha visto protagoniste le voci dei bambini dell’alta Lunigiana nello storico Teatro La Rosa per l’incisione di un cd allegato all’Almanacco Pontremolese 2020, tutto dedicato a questo mondo magico e suggestivo della poesia musicale capace di unire ieri e domani, attraverso l’interpretazione dolce ed autentica dei bimbi.

Arte, storia e cultura: questi sembrano gli elementi che potranno connotare Pontremoli nei prossimi anni e determinare il peso del ‘piatto della bilancia’ verso il più, se ed in quanto ben coniugati con la riscoperta di una posizione strategica che possa tornare a rappresentare un vantaggio, alla presenza dei servizi necessari in linea con la quarta rivoluzione industriale che, per esempio, consentano a genitori di scegliere di lavorare a distanza facendo scelte di qualità di vita per i propri bambini, all’insegna di quei valori umani che, soli, possono oggi restituire il valore del senso di vivere.

Amicizia, vicinanza, solidarietà, presenza. Tutte ‘esperienze’ che possono essere parte della quotidianità a Pontremoli e verso le quali, con grande volontà e senso di appartenenza, l’intera amministrazione di Pontremoli sta muovendo i propri passi, certa che natura, arte, artigianato, saperi e sapori potranno e sapranno dare e ri-dare spessore a Pontremoli, nonostante il divario fra città appenniniche e città capoluogo di provincia o metropolitane diventi, numericamente parlando, sempre più ampio, ma anche certi che la rinnovata attenzione sottolineata dagli obiettivi di Agenda 2030 possa diventare alleata di Pontremoli.

Grazie a tutti coloro che amando e credendo in Pontremoli hanno, anche quest’anno, contribuito a promuovere il nostro territorio con iniziative ed eventi. Siano essi letterari, come ad esempio gli ormai storici premi Bancarella nelle varie e diverse declinazioni, che di rievocazione storica, come Medievalis, sia di elogio della bellezza, per il quale desidero ringraziare le famiglie che hanno creduto nell’evento Fai e hanno messo a disposizione di migliaia di visitatori le proprie dimore private: famiglia Ruschi Pavesi, famiglia Zucchi Castellini, famiglia Dosi Niccolò e famiglia Dosi Giuseppe, così come Don Pietro per aver messo a disposizione il gioiello barocco che è l’Oratorio di Nostra Donna.

Desidero ringraziare infine il mondo del volontariato, sempre pronto a dare il proprio contributo ogni qual volta se ne è presentata la necessità o l’urgenza, ma anche il mondo degli artisti, desiderosi di portare il loro linguaggio a Pontremoli, così come quello degli scrittori e autori che, in questi mesi, ci hanno permesso di conoscere e riflettere.

Un grazie particolare a tutti gli uffici del Comune, luogo simbolo dei tanti cambiamenti in atto, senza la cui fattiva collaborazione non potremmo conseguire alcun risultato, e grazie agli Amministratori che, con grande impegno, anche quest’anno mi hanno dato il loro incondizionato appoggio, sia nei momenti facili che in quelli difficili, uniti dal grande e sincero amore per questa terra, sempre più madre di ognuno di noi.

Il Sindaco

Lucia Baracchini