Il ritorno porta con sé sentimenti di gioia, malinconia, nostalgia. Tornare alle proprie origini e far tornare alla memoria momenti di vita vissuta, persone che hanno fatto parte della nostra vita che oggi non ci sono più, sentimenti, emozioni e tantissimo altro ancora.

È con quest’idea che cinquanta anni fa, nel 1969 gli abitanti di Gravagna San Rocco e Gravagna San Bartolomeo hanno ideato la Festa del Ritorno. Una giornata in cui tutti coloro che hanno dovuto lasciare i propri luoghi di origine per motivi di lavoro, famiglia o quant’altro, si danno appuntamento in un luogo simbolico come i prati di Groppo del Vescovo per rivedersi, per rivivere insieme un passato ormai lontano e per condividere momenti del presente, raccontarsi, riabbracciarsi.

La Festa del Ritorno si è svolta nella giornata di domenica 11 agosto, nei suggestivi prati di Groppo del Vescovo di fronte a tutti coloro che sono tornati proprio in queste settimane a conferire vita ai borghi e alle loro dimore e a chi quelle case non le ha mai lasciate. Non sono voluti mancare all’appuntamento il Sindaco di Pontremoli Lucia Baracchini, il Presidente del Consiglio Comunale Patrizio Bertolini e l’Assessore Gianmarco Corchia, che insieme a tutti i presenti hanno preso parte a questo sentitissimo e graditissimo ritorno.

A celebrare la Santa Messa don Giovanni Perini, che ha voluto ricordare il significato di questa giornata resa ancor più unica dal cinquantesimo anniversario che l’ha vista protagonista. Presenti circa venti bambini tra residenti e non, che hanno donato alla mattinata un’atmosfera di festa, gioia e positività.

Ad animare poi il tutto il Gruppo Scout Agesci Pontremoli 1, che in quei giorni stava campeggiando proprio nella zona di Groppo del Vescovo.

«In questi prati i nostri vecchi venivano a fare il fieno per gli animali – ha raccontato Aldo Gabrielli, tra gli organizzatori -. Si tratta di un luogo simbolico, a cui abbiamo pensato quando cinquanta anni fa abbiamo ideato questa festa. Chi se n’è andato qui in questi giorni fa ritorno. E tanti, una volta andati in pensione, avverano il sogno di tornare nel proprio paese».

Un’idea romantica fa da sfondo a tutto questo, storie che avrebbero tanto da regalare in conoscenza, emozione, insegnamenti e morale e a due passi da noi, sulle nostre montagne, tra i vicoli dei nostri borghi, nelle piazze delle nostre chiese.

«Groppo del Vescovo, per chi ha il piacere di conoscere questo luogo, è l’occasione di rivivere il rapporto ancestrale con la natura, in tutte le sue dimensioni – ha commentato il Sindaco Lucia Baracchini -. Il piacere di vivere gli affetti e le emozioni dei sentimenti acquista un valore aggiunto se ha luogo a due passi dal cielo. Là, fra i tanti verdi e l ‘azzurro del cielo, con la gioia più pura e spontanea dei tanti bambini presenti e il desiderio di cantare per sentirci più uniti del gruppo Scout, si è tenuto un momento di grande valore storico. Il grazie a tutti coloro che ci hanno lasciato tutto questo e il desiderio di lasciare, noi stessi, questo unico dono, non ripetibile, a chi verrà dopo di noi! Grazie Gravagna».

Ufficio Stampa