


La città non sembra troppo ferita dall'alluvione, anzi, al primo colpo d'occhio pare uscita da un semplice temporale estivo, durato pochi minuti di intensa pioggia e poi fugato dal sole splendente. Ma così non è. La tranquillità è solo apparente. Allargando lo sguardo, il controsenso è dimostrato dai ponti ancora chiusi alla circolazione, dalla vicina Parma-Mare irrealmente senza auto e camion e, non ultimo, dai segni lasciati sugli argini dalle acque straripate dal Verde, dal Magra, dall'Arduglia. Il day-after è iniziato molto presto, segnato dal continuo passaggio di mezzi della Protezione civile, Forestale, carabinieri, vigili del fuoco, ambulanze. Nessun camion in giro dato che la via Cisa a nord di Pontremoli è stata bloccata dal riempimento di acqua e fango del sottopassaggio di Porta Parma. Transito (alternato) per l'ospedale consentito solo alle auto, costrette a inerpicarsi sul ripido acciotolato che, appunto da Porta Parma, corre parallelo alla via Cisa. In municipio, fin dalla prima mattinata, sono arrivate alla spicciolata le maggiori autorità per fare il punto, assieme a sindaco e giunta, della situazione. Prefetto, presidente della Provincia, comandante provinciale dei carabinieri e altre istituzioni, sono stati ricevuti da Lucia Baracchini in sala giunta. Un summit veloce dato che ad Aulla, colpita ancor più violentemente dal maltempo, ne era in programma un altro. Nel corso dell'incontro è stato anche richiesto l'intervento dell
'esercito, in particolar modo rivolto alla sistemazione degli argini e delle frane cadute sulle strade delle frazioni montane. Uscite le autorità, il sindaco si concede una sosta per fare il punto della situazione. Inizia con le scuole (di professione è infatti dirigente scolastico): «Elementari e medie sono state tenute aperte - informa Lucia Baracchini - dato che martedì sera non si poteva avvisare le famiglie a causa dell'interruzione pressocchè totale delle comunicazioni, ma ci si è attivati al meglio per garantire il servizio scuola e anche della mensa, dovendo limitare solo i percorsi dello scuolabus».
Articolo de "IL TIRRENO"