


Il solenne pontificale in Duomo officiato dal vescovo Santucci ha preceduto la cerimonia dell'accensione del Falò di San Geminiano. A dare il via è stato lo stesso vescovo, suonando la campanella dal terrazzo della curia, segnale per il fuochista di San Geminiano, Marco Cavellini, il quale ha acceso la pira di 12 metri di diamentro e alta 22 metri e mezzo. Gli ultimi 50 centimetri consistevano in un pupazzo che rappresentava San Nicolò con i colori bianco e celesti, poi bruciato assieme alla grande pira. La campanella ha risuonato alle 19,35 e, nei pressi del ponte della Crosa, dove era stata approntata la catasta di fascine, in fila indiana gli addetti all'accensione hanno appiccato il fuoco. Le fiamme si sono alzate per un'altezza di oltre 30 metri, con una velocità incredibile, sicuramente come non mai negli ultimi anni. Ad assistere alla cerimonia circa tremila persone che hanno dovuto però abbandonare la loro postazione in quanto un leggero vento ha spinto le fiamme verso il pubblico fino a sfiorare il tetto del centro commerciale. Sono stati attimi di grande tensione ed emozione. A differenza del falò di San Nicolò che ha impiegato molto tempo per accendersi, quello di ieri dopo pochissimo tempo ha fatto registrare il massimo della fiammata, mentre intorno fedeli di San Geminiano lanciavano la tradizionale sfida ai rivali di San Nicolò con la tradizionale frase «Lo..lo...lo abbasso San Nicolò, abbasso il Vaticano, evviva San Geminiano». Prima della cerimonia di accensione, tamburini e sbandieratori hanno rallegrato l'attesa dei tanti appassionati e curiosi che si sono dati appuntamento a Pontremoli. Presenti anche gli ordini cavvallereschi come la Confraternità dei Cavalieri del Sacro Sepolcro.