Tra S. Nicolò e S. Geminiano a Pontremoli si rinnova la sfida dei falò
14/01/2008
Tra S. Nicolò e S. Geminiano a Pontremoli si rinnova la sfida dei falò
Tra S. Nicolò e S. Geminiano a Pontremoli si rinnova la sfida dei falò
Vigilia di falò a Pontremoli: tra pochi giorni infatti si rinnoverà la plurisecolare sfida tra i fuochisti di San Nicolò e quelli di San Geminiano, con i primi impegnati nei boschi dell’Alta Lunigiana nelle ultime scorte di “bochi” e nel trasporto a valle di quanto ammucchiato nelle settimane passate in vista dell’appuntamento di giovedì 17 gennaio. I rivali non sono da meno, ma per loro due settimane di tempo in più per procurare l’enorme quantità di materiali necessari alla costruzione della pira. Per entrambe le squadre si tratta di un lavoro lungo e faticoso, per di più disturbato dalla nevicata della scorsa settimana, ma che certo non ha fiaccato le forze. Anzi, più si avvicina la scadenza, più si moltiplicano gli sforzi. Ma da qualche tempo a questa parte la sfida tra i falò si è arricchita da un “patto” tra le parti: l’associazione “i falò d’Puntrémal” ha infatti compiuto un anno di età. Nata tra molte speranze e non poco scetticismo, per tutto il 2007 ha visto i fautori dell’iniziativa impegnati nel lavoro comune. Abbiamo dunque pensato fosse il caso di sentire il parere del presidente, Angelo Moscatelli.
Signor Moscatelli, come è nata l’idea di unire le forze dei due falò, creando un’associazione e qual è lo scopo, considerata la tradizionale divisione degli stessi?
Negli ultimi anni, sia il falò di S. Nicolò, sia quello di S. Geminiano, hanno avuto qualche difficoltà economica e organizzativa, perché i due falò sono diventati molto grandi, quindi richiedono un maggiore sforzo di mezzi e persone. Raccogliendo i pareri di varie persone che si impegnano in questa tradizione, circa le difficoltà che si incontrano nell’organizzazione, abbiamo pensato che si potevano unire le forze, solo per cercare aiuti comuni, ferma restando la tradizione della sfida, con tutte le sue caratteristiche tipiche.
E così avete fondato questa associazione “i falò d’Puntrémal”?
Sì. Abbiamo fondato questa associazione libera, circa un anno fa, e precisamente il 29 aprile 2006, nella cantina del sig. Armanetti, diventata nostra sede. L’associazione è stata accolta con entusiasmo da una buona parte dei “fuochisti”, con qualche defezione, ma senza traumi o distacchi. La discussione è stata ampia e democratica. Abbiamo creato uno statuto. Abbiamo un consiglio direttivo e tutte le cariche richieste dalla legge. Ci riuniamo regolarmente per stendere un programma di iniziative annuali. L’entusiasmo non manca e chiediamo alla gente che viene a vedere i falò, di appoggiarci e aiutarci in questa iniziativa.
Cosa avete fatto in questo primo anno di associazione?
Abbiamo organizzato un tesseramento annuale e abbiamo contattato gli enti locali per aiuti non solo economici, ma anche organizzativi (tipo “se nevica o se una alluvione porta via il greto del fiume, di aiutarci con mezzi pubblici”) perché le nostre sole forze non bastano. Vogliamo che questa antica tradizione, ripeto, visto l’imponenza dei falò, rispetto al passato, non sparisca nell’indifferenza o rimanga una tradizione marginale, come lo è stato per molto tempo. Se ci pensate bene, questa sfida è unica nel suo genere e tanti giovani partecipano entusiasti.
Ma questi finanziamenti a cosa serviranno, in modo specifico?
Ad acquistare scale e attrezzi che non siano privati, come finora è stato. A fondare un sito internet che faccia conoscere questa tradizione e quindi è una bella pubblicità anche per Pontremoli. A pubblicizzare le due date dei falò, con manifesti ed iniziative collaterali: ad esempio, progettiamo in futuro, di riunire foto vecchie e nuove, racconti e filmati, perché rimanga un ricordo anche di chi nel passato, ha continuato a tenere alta la tradizione; anche in momenti, in cui i falò stavano scemando, per scarso interesse generale. Non precludiamo nessuna iniziativa, ma per ora stiamo con i piedi di piombo, perché siamo una giovane associazione e vogliamo fare poche cose e bene. Ai pontremolesi e non, chiediamo sostegno ed entusiasmo, come quando vengono numerosi a vedere i due falò e li vediamo andare a casa soddisfatti dello spettacolo.