Il Prefetto incontra amministratori, associazioni e studenti di Pontremoli
15/10/2007
Il Prefetto incontra amministratori, associazioni e studenti di Pontremoli
Venerdì 12 ottobre Pontremoli ha accolto il Prefetto di Massa Carrara, Carlo Striccoli, in visita ufficiale e di cortesia. Consiglio comunale al completo, rappresentanti delle associazioni, autorità militari, alunni degli istituti scolastici della città accompagnati da presidi e insegnanti hanno gremito la sala Gordon Lett. La fotografia del territorio è stata fornita dal sindaco Franco Gussoni. Quarto comune d’Italia per estensione, al di sotto degli 8.000 abitanti, 33% della popolazione al di sopra dei 65 anni di cui il 17% ultra ottantenne; Comune di confine per tre Regioni, un tempo molto lontano (quello di Federico II) ‘chiave e porta dell’Appennino’, città messa a ferro e fuoco dalle soldataglie di Carlo VIII, territorio ricco di acque, attraversato da importanti infrastrutture viarie. Forte emigrazione, invecchiamento della popolazione spopolamento dei paesi; il territorio vantava la ‘vacca pontremolese’, una razza autoctona di cui qualche capo si trova ancora in alcune zone della Garfagnana: anche lei emigrata per sopravvivenza. Tuttavia il futuro è roseo: il sindaco si è recato a Roma, accompagnato dall’assessore Matteo Biondi, dove ha ottenuto la garanzia del mantenimento della permanenza del tribunale. Due note di vanto: il volontariato diffuso, partecipato, efficiente e dalle radici antiche; il Premio Bancarella nelle tre versioni storiche Bancarella, Bncarellino, Bancarella Sport, cui si sono aggiunte in tempi recenti il Bancarelfiore e il Bancarelcucina.
Il Prefetto ha ricordato la stella-asteroide che campeggia sullo stemma della città e la coesione, sicurezza, stabilità del territorio provinciale che può contare su tre realtà che si integrano, si puntellano e si sorreggono che sono Massa, Carrara e la Lunigiana che ha in Pontremoli il suo epicentro.
Il Capogruppo della minoranza “Pontremoli città viva”, Piercamillo Cocchi, ha chiesto al Prefetto una presenza più forte delle istituzioni per tentare di risolvere i gravi problemi della sicurezza e dell’immigrazione. L’altro capogruppo di minoranza Jacopo Ferri ha apprezzato “la sottolineatura che i nostri bisticci sono espressione del nostro amore per la città”.
Il capogruppo di maggioranza Paolo Bissoli ha sottolineato che la nuova maggioranza si è installata solo da tre mesi, ma qualcosa ha già cominciato a fare. Ha fornito un ulteriore dato sulle difficoltà di Pontremoli: un secolo fa la popolazione era doppia rispetto a quella di oggi e il numero dei residenti è molto inferiore a quello degli elettori perché all’anagrafe dell’emigrazione (Aire) è iscritta la percentuale di emigrati in rapporto con i cittadini residenti più alta di tutta la Toscana. Non basta essere fieri dell’eredità storico culturale, occorre una relazione profonda con le istituzioni. Ed ha agitato il supertranquillo stagno con l’unico sasso politico della mattinata, accennando molto velatamente alle recenti vicende che hanno coinvolto la prefettura nella vita amministrativa pontremolese, il commissariamento dell’ente conseguente un esposto dell’allora minoranza e le dimissioni del sindaco, il ritiro del commissario e il ritorno del vicesindaco a gestire il comune fino alle elezioni; le elezioni perse dalla maggioranza che aveva governato Pontremoli per 17 anni e il ricorso dei perdenti che ancora incombe dal Tar dopo che in un primo tempo era stato indirizzato alla presidenza della Repubblica. “Siamo andati alle elezioni anticipate - ha detto Bissoli - i cittadini hanno inteso esprimere un voto di cambiamento per i prossimi cinque anni”!
E per rimanere con i piedi per terra l’assessore Michele Liuzzi ha sollevato il problema degli edifici scolastici, in grave sofferenza dopo le verifiche strutturali antisismiche.
Una evacuata e da rifare con tutti. “Da soli non ce la facciamo. Abbiamo bisogno che il Prefetto sostenga le nostre istanze (che altro non sono che quelle delle famiglie e dei giovani) presso gli enti di riferimento istituzionali ai quali ci siamo rivolti”.