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Comune di Pontremoli

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Museo delle Statue Stele

Il Museo delle Statue Stele lunigianesi è ospitato all'interno del castello del Piagnaro di Pontremoli: si tratta di statue antropomorfe risalenti all'Età della Pietra e rappresentanti, secondo la tesi più diffusa, divinità maschili e femminili prottetrici dei vari aspetti della vita umana. 

La divinità femminile è la rappresentazione della Dea Mater, simbolo di fertilità e di abbondanza, caratterizzata da monili, stilizzati attorno al collo, e dal seno, fonte di vita e indicatore dell'evoluzione di questa statue femminili; la divinità maschile è invece la rappresentazione del guerriero, protettore della vita, caratterizzat dal simbolo della forza e della virilità, ossia dalle armi, rappresentate come pugnali, asce e giavellotti, stilizzati nelle prime opere e successivamente raffinati dall'introduzione della custodia. 


La realizzazione delle statue, iniziata nel III millennio A.C., fu interrotta dall'arrivo dei Romani nel II secolo A.C., e la prima statua fu rinvenuta solo all'inizio del XIX secolo, mentra le altre furono trovate, casualmente, nel corso del XX secolo. Il museo è suddiviso in 6 sale: nella prima sono esposti esempi di incisioni rupestri, quali il calco del Petroglifo del Monte della Madonna, che presenta un elemento antropomorfo tondeggiante, una Pietra con coppelle rinvenuta nella valle di Comano, un calco con incisioni a forma di croce e losanga e un calco di coppella subsquadrata. 


Nella seconda sala sono conservate le riproduzioni delle stele rinvenute a Spezia e ritenute, per la loro semplicità, le più antiche; sulla parete di fondo è rappresentata la Lunigiana e alcune fotografie indicano il luogo del ritrovamento delle statue, su quella di destra è rappresentata invece l'Europa meridionale con le indicazioni del ritrovamento di altre statue anche all'estero, infine, su quella di sinistra vi è l'Italia che mostra come altre statue siano state rinvenute anche in Puglia. 


Nella terza sala vi sono esposti gli originali in posizione eretta e suddivisi in tre gruppi, A B C, in base al periodo storico: le statue del gruppo A risalgono al Neolitico e sono caratterizzate dalla testa direttamente collegata al busto, senza quindi la presenza del collo, da mani e armi appena accennate, da seni rappresentati da due dischetti e dal volto rappresentato da una U; il gruppo B, più numeroso, comprende statue caratterizzate dalla presenza del collo e dalla testa a "cappello di carabiniere", le armi sono più realistiche e lo stesso accade per il seno e i monili delle statue femminili; il gruppo C comprende statue dell'Età del Ferro scolpite a tutto tondo, con la testa tonda, le spalle larghe e il corpo modellato, il volto ha un disegno completo ed accurato, le braccia sono piegate nel gomito e l'ascia è stretta nella mano. 


Nella quarta sala è riprodotto lo scavo archeologico che ha consentito il rinvenimento della statua Minucciano III, realizzato nel 1968. Nella saletta cinque è presente il calco della stele Zignago, la prima ad essere stata ritrovata nel 1827. Infine nella sesta sala sono ospitati i calchi delle statue conservate in altri musei ordinati in base al gruppo di appartenenza. 






Per maggiori informazioni visita www.statuestele.org


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