Ci troviamo nella Piazza di sopra davanti alla bianca facciata del Duomo edificato sull'area in cui sorgeva il piccolo Oratorio di S. Maria di piazza di proprietà dei Cavalieri di Malta. I lavori di costruzione iniziarono nel 1636 in adempimento del voto fatto alla Madonna del Popolo, il 7 luglio 1630, per scongiurare la peste di manzoniana memoria. L'edificio, progettato dal cremonese Alessandro Capra, presenta una pianta a croce latina con navata centrale e ariosa cupola. Fu aperto al pubblico nel 1687, anche se i lavori continuarono nei secoli successivi (la facciata, progettata dal fiorentino V. Micheli, fu completata nel XIX secolo). Nel 1721 divenne "Insigne Collegiata" e, nel 1787, Cattedrale della Diocesi di Pontremoli. L'interno, ricco di stucchi, è rischiarato da uno scenografico impianto d'illuminazione alla “ ligure ” ed abbellito da numerosi altari laterali e confessionali in marmi policromi. Arricchiscono il presbiterio ed i transetti alcune grandi tele, raffiguranti alcuni episodi della vita della B.V. Maria e opera di importanti artisti del XVII e XVIII secolo: nel presbiterio La Visitazione di V. Meucci, La Natività di G.D. Ferretti, Lo Sposalizio di G. Peroni, L'Assunzione di G. Bottani; nel transetto di sinistra La Deposizione di G. Collignon, in quello di destra L'Adorazione dei Magi di D. Corvi e La Presentazione al Tempio di J. Berger. Da sottolineare, nel transetto di sinistra, il quadro di G. B. Tempesti che rappresenta il Voto della Comunità pontremolese alla Madonna del Popolo, voto che viene rinnovato il 2 luglio di ogni anno e che culmina con la solenne processione nel pomeriggio. Al centro del presbiterio, in una nicchia dorata, l'immagine della Madonna del Popolo, statua lignea romanica vestita alla foggia secentesca. Nelle solennità l'altare maggiore viene rivestito con un parato in argento sbalzato e rame dorato, fine opera del secolo XVIII.
Di fronte al Duomo si trova il settecentesco Palazzo Vescovile il cui salone di rappresentanza custodisce i ritratti dei vescovi della Diocesi di Pontremoli.
Le due Piazze sono controllate dal Campanone , oggi simbolo della Città e in origine torre centrale della cortina di Cazzaguerra , cortina fatta costruire, dividendo l'antica unica grande piazza, da Castruccio Castracani degli Antelminelli nel 1322 per tenere separate le due fazioni rivali dei Guelfi e dei Ghibellini. Nel 1578 la torre fu trasformata in campanile dotandola della cella campanaria sormontata da un' elegante costruzione modellata sulle linee del tempietto marmoreo del vicino santuario della SS. Annunziata.
Dalla piazza di sopra, attraverso un vicolo sinuoso e stretto, si giunge al Ponte della Cresa o Ponte di San Francesco di sopra dalla caratteristica struttura “a schiena d'asino”, il quale costituiva il tramite tra l'antico Sommoborgo e il “donnicato” di Verdeno.
Passato il ponte costeggiamo il torrente Verde: proseguendo a destra si arriva alla settecentesca Villa Dosi , splendida testimonianza del “Barocco pontremolese”, invece proseguendo a sinistra si raggiunge la Chiesa di San Francesco extra moenia (oggi parrocchia dei S.S. Giovanni e Colombano) e il Convento omonimo (sede del Seminario Vescovile, del suo prestigioso Liceo Classico e della Biblioteca nazionale Serra).
Il complesso conventuale, secondo la tradizione, sarebbe stato costruito in seguito al passaggio da Pontremoli del Santo nel 1219. Il campanile trecentesco, dalle caratteristiche trifore, conserva una campana datata 1311. In questa chiesa le principali famiglie pontremolesi ebbero la loro sepoltura, come testimoniano le numerose lastre tombali, un tempo poste sul pavimento e che oggi sono conservate nel vestibolo. Dell'originario impianto medievale non rimane quasi nulla poiché la chiesa ha subito due grandi interventi di ristrutturazione: il primo sulla fine del XV sec. a spese del Comune; il secondo nel Settecento su iniziativa di Padre B. Armanetti. Nel 1741 alla facciata veniva addossato il grazioso pronao in pietra progettato da G.B. Natali. L'interno, a tre navate, è caratterizzato dagli stucchi realizzati nel '700 dalla bottega ticinese dei Portugalli e conserva molte opere d'arte, tra cui il bassorilievo quattrocentesco di Agostino di Duccio raffigurante la Madonna col Bambino , il Coro ligneo realizzato da Luchino da Parma, l' Estasi di S. Francesco di G.B. Cignaroli e la Crocifissione di Guido Reni. In una delle due cappelle affrescate da F. Natali è conservato il cinquecentesco busto reliquiario di una delle compagne di S. Orsola. Nel 1783 il Convento fu soppresso e, al momento dell'erezione della Diocesi pontremolese, fu trasformato in Seminario Vescovile e venne dotato di una ricca Biblioteca. In seguito alla demolizione della chiesa dei S.S. Giovanni e Colombano, nel 1913, l'omonima parrocchia fu trasferita in S. Francesco, che è stata, così, ulteriormente arricchita di altre opere d'arte, tra cui la tela della Beata Vergine di Caravaggio di G. Bottani.
Proseguendo lungo il torrente si giunge al trecentesco Ponte di S. Francesco di Sotto , costruito alla confluenza tra il torrente Verde e il fiume Magra e ristrutturato nel ‘500. Esso è detto popolarmente “Ponte dello stemma” perché ricorda, insieme alla Torre dei Serrati o “del Casotto” , lo stemma della Città. Dalla porta sorvegliata da questa torre si entra nell' Imoborgo dove si susseguono, nelle odierne via Cavour e via Ricci Armani, eleganti palazzi, tra cui il quattrocentesco Palazzo Noceti , il Palazzo Malaspina , il settecentesco Palazzo Dosi oggi Magnavacca , affrescato da G. B. Natali, G. Galeotti e A. Contestabili, e la casa-torre Trincadini .
Si torna così nella Piazza di sotto (oggi Piazza della Repubblica) su cui si affacciano: il Palazzo Comunale, il Palazzo del Tribunale sormontato dall'ottocentesco stemma dei Lorena, il Palazzo Pavesi e il Palazzo Bocconi.
La sala di rappresentanza del Palazzo Comunale è impreziosita da diversi quadri tra cui la Crocifissione con San Geminiano, tela che un tempo era posta nella sala del “Consiglio Generale” (antica magistratura dell'ordinamento pontremolese). Il palazzo ha ospitato, nel corso dei secoli Imperatori, Re e anche papa Paolo III. Il Palazzo Bocconi , detto Cà di Piazza, è stato costruito dalla famiglia Venturini all'inizio del XVII secolo utilizzando e accorpando edifici alto medioevali tra i quali l'antica chiesa di S. Giovanni. Nel cortile interno, animato da colonne in pietra che sostengono archi a tutto tondo, si trova una Statua Stele. Il Palazzo Pavesi , costruito tra il 1734-43 su progetto di G.B. Natali, risulta essere il palazzo nobiliare più grande della città con le sue 100 stanze disposte su tre piani. Due sono gli ingressi che immettono nei cortili lastricati e dotati di pozzo. L'interno è affrescato da G. B. Natali e A. Contestabili. La facciata sul Verde è caratterizzata da due piccoli balconi e da una loggia scoperta che guarda al giardino sottostante.
Testo di Sara Bertocchi e Paolo Lapi della Biblioteca Comunale “C. Cimati”