Mani, Menti, Voci, Storie…

//Mani, Menti, Voci, Storie…

FESTIVAL “MANI E MENTI”
La storia delle mani per le menti del domani.

A PONTREMOLI
TUTTI I SABATI E LE DOMENICHE DI FEBBRAIO 2018
dalle ore 10,00 alle 19,00

Negli antichi fondi lungo le vie che portano al Castello
Laboratori didattici di arti e mestieri per condividere abilità manuali , patrimonio della nostra storia e risorsa per il futuro !
Guarda, prova, impara …..

BOTTEGHE E LABORATORI DIDATTICI:

  • LA CERAMISTA Maria Pia Elia di Tresana, per info 3386590769
  • IL CESTAIO Bruno Massa di Fosdinovo, per info 3703217926
  • LA CREATRICE DI GIOIELLI Francesca Piras di Sarzana, per info 3397832651
  • IL FABBRO Antonio Pietrafesa di Villafranca, per info 3284286975
  • LA TINTURA DELLA LANA Andreina Micheli di Pontremoli, per info 3479961992
  • IL COLTELLINAIO Giuseppe Simoncini di Pontremoli, per info 3315947759
  • L’IMPAGLIATORE Andrea Varesi di Zeri, per info 3484155289
  • LA LAVORAZIONE DELLA LANA con Daniela Gerini di Fivizzano, per info 3382884319
  • LA RICAMATRICE Tiziana Valerio di Licciana Nardi, per info 3356543454
  • LA LAVORAZIONE DELLA PELLE con Mariella Giannini di Aulla per info 3311532137
  • IL CORNICIAIO, Salvatore Gagliardi e IL CERAMISTA-SCULTORE Giuseppe Gagliardi di Pontremoli, per info 3391119088
  • IL RESTAURO DI LIBRI ANTICHI con Elisa Battilla di Filattiera, presso il Museo Diocesano in piazza Duomo per info 3386231144
  • IL FALEGNAME CREATIVO Giacomo Cappetta di Massa, per info 3287539027
  • L’OREFICE Gemma Bernardini di Mulazzo, per info 3775316659 presente solo il sabato e le domeniche mattina.
  • L’ARTE DEL CHIACCHIERINO con Isa Iardella di Castelnuovo Magra, per info 3288480055
  • L’ARTE DELLA SCARPA FATTA A MANO con Vittorio Mercurio di Mulazzo, per info 3495598081
  • LO SCULTURE Emilio Furia di Fivizzano, per info 3281820146
  • L’ARTE DEL RICICLO e della carta pesta con Davide Angella di Pontremoli, per info 3405042958
  • LA SCULTURA DEL MARMO con Bresciani Cristina di Pietrasanta, per info 3491372802, che sarà sostituita il 17 e 18 da Oreste Landini di Sarzana, per info 3405691586.
  • IL CUCITO CREATIVO con Roberta Massucco di Zeri, per info 3331207347
  • LA CREAZIONE dei TESTI PER I PANIGACCI con Mauro Podenzana di Podenzana, presente solo sabato 24, per info 3487157060

I laboratori sono gratuiti potrà essere richiesto un contributo dai 3 ai 5 euro se si utilizzano dei materiali e viene prodotto un manufatto che resta all’allievo.

Inoltre TUTTI I VENERDI’ laboratori didattici dedicati ALLE SCUOLE, solo su prenotazione al 360700369

Da non perdere il TOUR DAY tour eno-gastronomico a tappe nel centro storico sabato 10 e domenica 11 febbraio

Molto suggestiva la VISITA al “Museo delle Statue Stele Lunigianesi A.C. Ambrosi” presso il Castello del Piagnaro, raggiungibile anche attraverso il nuovo ascensore www.statuestele.org

Si ringraziano per la collaborazione: la Pro Loco, le Botteghe di Via Garibaldi, i proprietari dei fondi: l’immobiliare e studio di architettura Bergamaschi (www.studiobergamaschi.it), il commercialista Rocchi Fabio, Estetica Luisa di via Cabrini, le famiglie: Parasacchi, Necchi, Cavellini, Angella, Raggi, Petriccioli.

Per info segreteria del Sindaco 0187-4601235, 360700369

Il Festival di Mani e Menti non è solo una rassegna mirata a mostrare l’arte delle mani, l’abilità di far rivivere il passato intriso di tradizioni, oggetti e peculiarità attraverso laboratori e mercatini. Mani e Menti è qualcosa di più. È il risultato di passione e arte che convivono e sfociano in qualcosa di nuovo e inimitabile, è la somma delle storie di chi queste abilità le ha fatte diventare motivo di vita e fulcro della propria quotidianità, sono racconti come quello di Francesca Lilia Piras, che tramite semplici parole ci apre un piccolo spiraglio su quella che è la sua vita, il suo modo di intendere quello che è più di un lavoro, è una vocazione.
Sono storie come quella di Francesca che ben ci introducono nell’atmosfera e nei tratti peculiari di Mani e Menti, la rassegna che per tutto il mese di febbraio anima gli antichi fondi dei vicoli che portano al Castello del Piagnaro, permettendo a tutti, grandi e piccini, di entrare in contatto con queste antiche arti, mestieri che hanno riempito di bellezza e utilità la quotidianità delle generazioni che qui abitavano, vivevano, lavoravano e amavano.

Respiriamo un po’ di quella magia tramite le parole di Francesca Lilia Piras…

Francesca Lilia Piras

Salve, mi chiamo Francesca Lilia Piras e abito a Sarzana.
Ho sempre avuto una grande passione, creare.
Ho così cominciato a produrre gioielli in pietre dure semipreziose, perle e cristalli.
Si può dire che oggi vivo per e di questa mia passione alla quale mi dedico quasi completamente.
Ho cominciato per caso, creando gioielli per me, che poi sono piaciuti, dandomi così la spinta ad iniziare questa avventura che, devo dire, mi sta dando tante soddisfazioni.
Durante questo percorso, ho scoperto anche la rievocazione storica. Così ho cominciato a studiare per riprodurre anche pezzi storici il più possibile uguale agli originali. Devo dire che anche qui le cose sono andate bene.
Non ho imparato da nessuno, o meglio, non ho preso parte a nessun corso; avevo solo voglia di imparare e ho cercato di migliorarmi sempre di più, leggendo ma soprattutto sperimentando.
La mia è “amore e voglia di creare”; non so se posso fregiarmi del titolo di “artista”, ma consiglio vivamente a tutti coloro che hanno una passione dentro, di seguirla, non per avere il “tutto e subito”, non avrebbe senso, ma, per vedere creato con le proprie mani, ciò che si è pensato nella propria mente.
Chi vuole imparare da me, trova una porta spalancata.
L’unica cosa che chiedo è un po’ di attenzione e serietà…….non come quella signora che, dopo aver imparato a incastonare delle pietre e avermi fatto un sacco di domande prendendo appunti, mi ha detto:
“ bene, la ringrazio, volevo solo capire, se era in grado di farlo!”
L’artigianato è molto importante; è bello ritrovare antichi mestieri, e persone che si dedicano a farli rivivere.
Oggi con “Mani e Menti”, cerchiamo di far apprezzare la manualità che , secondo me, abbiamo tutti.
Devo dire che sono molto orgogliosa di far parte di questo gruppo che, anche se nato da poco, sta già raccogliendo parecchie approvazioni

Mariella Giannini

Mi chiamo Mariella Giannini e provengo da Aulla. Il mio Mani e Menti consiste nella lavorazione della pelle per la realizzazione di borse e accessori.
Non ho altra occupazione oltre a questa,ma purtroppo quello che produco non mi permette di vivere del mio lavoro.
Come ho cominciato questo mestiere? Dopo aver frequentato negli anni 70 vari corsi di taglio e cucito e conseguito il diploma di maestra di taglio presso una scuola privata, ho esercitato il mestiere di sarta per 20 anni, quindi ho utilizzato le mie conoscenze teoriche e la mia esperienza pratica dalla lavorazione della stoffa a quella della pelle.
Io sono convinta che questo tipo di professione,che comunque si avvale anche della tecnologia,ha sicuramente un ruolo in quanto permette a quelle che sono le inclinazioni personali di concretizzarsi nel mondo del lavoro. Penso che la spinta migliore per ottenere una buona professionalità sia l’interesse e l’impegno personale che gli artigiani mettono nel proprio lavoro.
Anche i tempi più lunghi necessari alla realizzazione dei manufatti sono condizione necessaria per garantire la durata nel tempo.
Mi piacerebbe insegnare la mia arte a tutti coloro che desiderano trovare nel lavoro la felicità che viene dalla creazione di un oggetto riconoscibile. Tra le varie gratificazioni che nel corso degli anni mi sono arrivate, ricordo volentieri l’entusiasmo di mia figlia che porta in giro per l’Europa le mie borse e mi racconta i complimenti di persone che riconoscono in ciò che indossa una cosa unica e speciale.
Penso che sul territorio esistono iniziative che evidenziano l’importanza dell’artigianato, e la finalità del nostro gruppo ne è la riprova oltre a vari mercatini che piano piano si qualificano tramite la selezione accurata dei partecipanti.
Spero che questo impegno riesca ad uscire dall’area del passatempo e faccia capire alla grande produzione che esiste un altro mondo del lavoro diverso dall’appiattimento e uniformità che ci viene oggi proposto.
Ogni mezzo per imparare è sicuramente valido,ma il contatto umano che caratterizza il rapporto tra maestro e allievo è dall’antichità il più efficace mezzo di trasmissione del sapere.

Maria Pia Elia

Mi chiamo Maria Pia, ho lasciato, dopo una seria malattia, la formazione professionale come formatore – tutor-coordinatrice nel 2002 per dedicarmi unicamente a quello che mi piaceva fare “ dipingere” su ceramica e porcellana. Unico scopo far conoscere quest’arte e poterla insegnare…..
Dopo il diploma magistrale ho frequentato un biennio regionale di formazione professionale per ceramisti e successivamente la specializzazione di decorazione su ceramica. Ho continuato a specializzarmi nel settore frequentando per due anni consecutivi 1982-1983 a settembre un corso all’Istituto d’arte di Faenza. Privatamente ho perfezionato la decorazione su porcellana da un’insegnante a Rapallo che ne veniva da una scuola di decorazione di Sevres. Ho insegnato ceramica dal 1980 al 1992 presso C.F.P./C.I.F di Genova. Dal 1992 ho continuato a lavorare nella formazione ma in altri settori, quali addetti all’ufficio, albergo, commercio……
Penso che questo tipo di arte possa avere un ruolo determinante in questo mondo fatto di tecnologie, in quanto nell’era del PC e quant’altro, credo si debba ritornare a valorizzare il nostro passato storico con la sua cultura, tradizioni…..Le persone devono capire quanto sia importante creare con le proprie mani gli oggetti. La ceramica per la sua manipolazione e creatività è anche una disciplina terapeutica e liberatoria dagli stress che ciascuno di noi subisce nella società del consumismo.
Della mia arte insegnerei tutto, dal modellato alla decorazione, perché la ceramica è ricca e nello stesso tempo complessa di argomenti. Alcuni pensano che fare ceramica sia semplice, ma non è così, ci sono troppi accorgimenti e sfaccettature che si imparano anche sbagliando. Dalla stesura del colore, dalla pulizia e preparazione del pezzo da decorare, dalla cristallinatura e smaltatura del biscotto da decorare, alla preparazione della stessa cristallina e maiolica, alla cottura del pezzo tenendo conto anche della posizione del pezzo nel forno ecc. Insegnerei la mia arte a tutti, grandi e piccoli, a tutti coloro che con passione e curiosità vogliono imparare un possibile mestiere…..
Potri raccontare molti aneddoti. Il più significativo,per me, è stato quando mi hanno chiamato a insegnare ceramica sui progetti delle Scuole Elementari a Quinto e Nervi. È stata una bella esperienza, vedere questi bambini con quanto interesse lavoravano per produrre i loro oggetti. Alla fine del corso le maestre organizzavano una mostra e con il ricavato finanziavano in parte il corso per l’anno scolastico successivo.
In Lunigiana esistono nei vari paesi e in alcune manifestazioni spazi e tematiche che evidenziano l’artigianato, come a Pontremoli, Filetto, Ponticello, Mulazzo, Licciana Nardi. Queste manifestazioni si svolgono prevalentemente a fine primavera e d’estate.
Penso che solo in piccola parte si possa imparare quest’arte attraverso teoria e videoriprese. Ma per imparare bene occorre attenzione, costanza, perseveranza e carattere, provare e riprovare per ottenere un manufatto ben rifinito senza difetti.

Isabella Iardella

Sono pensionata e le piccole cose che faccio sono un’occasione per avere ancora qualcosa di interessante da fare
Per caso avevo visto un’amica lavorare a “chiaccherino” e la tecnica, che non conoscevo, mi ha subito interessato. Non riuscendo a rincontrarmi con l’amica che si era offerta di insegnarmi, ho cominciato a cercare istruzioni su pubblicazioni varie ed infine ho trovato il video su YouTube che mi ha svelato il “segreto”.
Penso che questa arte possa avere un ruolo in questo mondo governato dalla tecnologia. E lo dico con una quasi certezza… qualche anno fa mi sono imbattuta su Facebook in un gruppo chiamato “Scuola di chiaccherino per negati”. Mi sono iscritta, eravamo in 200…. Adesso fra brave, incuriosite, alle prime armi ecc., siamo più di 10000. Quanto meno l’interesse c’è.
Insegnare il mio lavoro ha un solo handicap, prima di applicarsi a fare un centrino, un bracciale, un orecchino è necessario che venga imparato il primo nodo “chiaccherino”. La difficoltà, veramente minima, comunque, è solo quella. “farsi la mano” è il primo step. Dopo la cosa si fa semplice ma interessante
La cosa che più mi fa piacere (ma anche mi stupisce un po’) è vedere l’interesse che noto in chiunque si fermi al mio banco.
Esistono diverse iniziative sul territorio che evidenzino l’importanza dell’artigianato, anche se in tante realtà si dà la precedenza al numero dei partecipanti (tanti banchi = tante quote) dimenticando la qualità.
Sono certa che quest’arte possa essere imparata anche solo attraverso descrizioni o videoriprese, visto che io stessa sono riuscita ad imparare cosi. L’importante è la tenacia e la curiosità che non devono mai mancare in questo caso ma in tutti gli interessi della vita.

Giuseppe Simoncini

Mi chiamo Giuseppe Simoncini, creo coltelli dal 2000. Da quando sono in pensione ho potuto dedicare a questa passione tutto il mio tempo. Come ho cominciato? Mi sono sempre piaciuti i coltelli, fin da bambino. Ne sono sempre stato attratto. La mia curiosità è poi diventata ricerca e approfondimento. Sono sostanzialmente autodidatta: dai primi tentativi mi sono documentato il più possibile cercando di perfezionare la mia tecnica.
Credo che l’artigianato sia oggi una forma di vera e propria “resistenza” al dilagare di un mondo che sembra aver perso ogni contatto con la pazienza, con l’impegno, il rispetto del tempo e della fatica: creare ancora con le proprie mani significa mantenere stretto il legame tra l’impegno, la realizzazione e la soddisfazione autentica del proprio operato.
Mi riempirebbe di gioia trasmettere a qualcuno quello che ho imparato, poter passare nelle mani di altri il senso del mio impegno significherebbe saperlo non speso invano.
Potrei raccontarvi tantissimi aneddoti… Ogni fiera, ogni incontro con un “pubblico” che si avvicina ai miei oggetti è motivo di racconti divertenti e/o soddisfacenti. Ma il momento senz’altro più significativo nella mia storia di artigiano è stato il passaggio da un qualcosa che credevo sarebbe rimasto solo e unicamente mio a quello che invece è stato un vero e proprio riconoscimento delle mie capacità. Le prime richieste ricevute da riviste specializzate in questo ambito, di esporre i miei lavori nelle loro pagine, mi ha riempito di un’emozione indimenticabile.
Penso che ogni iniziativa che riguardi questo settore – mercati, fiere, esposizioni – abbia le potenzialità per fare in modo che questa arte rimanga in vita, stimoli qualcuno, generi interesse, motivi i più giovani.
Non so se quest’arte possa essere appresa attraverso filmati o videoriprese..
Credo che le descrizioni e le videoriprese possano essere utili a innescare interesse e curiosità che debbano poi però essere approfondite con qualcosa di più concreto e partecipativo.

Elisa Battilla

Hai un’ulteriore occupazione nella vita o vivi dell’arte che si esprime attraverso le tue mani?
Gli interventi di Restauro, la formazione e la didattica a tutti i livelli, nel settore della Conservazione dei
Beni archivistico-librari sono le attività che mi occupano costantemente. Nel 2003 (anno in cui è nato il
Laboratorio) ho fatto la scelta – una continua coraggiosa scommessa – di rimanere sul territorio e in modo
particolare a Pontremoli, perché ritengo che il patrimonio custodito sia da Enti pubblici che da privati, in
questa terra sia unico e meriti servizi qualificati e specializzati che possano valorizzarlo e conservarlo.

Da chi hai imparato?
Dopo una formazione prevalentemente umanistica, ho frequentato un Corso di specializzazione che
prevedeva oltre alla formazione teorica, moduli pratici e stage con migliaia di ore di laboratorio, con la
supervisione di insegnanti provenienti dalle massime Istituzioni del settore: Laboratori dell’Archivio di Stato
di Firenze e della BNCF, Istituto Centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico
librario di Roma, OPD, liberi professionisti con provata esperienza nel settore.

Pensi che questo tipo di professione di vera e propria arte possa avere un ruolo in questo mondo fatto di
tecnologia del tutto e subito?
Credo che l’approccio in termini conservativi ai Beni Culturali sia un modo per riappropriarci della nostra
memoria storica e riacquisire il valore del tempo, con tutto ciò che ne consegue come arricchimento
personale.
La tecnologia è fondamentale in molte attività ed anche nella mia professione, in cui permette di salvare in
termini scientifici molte opere. Essa è fondamentale qualora sia utilizzata con la finalità di divulgazione e/o di approfondimento scientifico delle tecniche e dei materiali delle antiche manifatture. Credo anche che le
professioni artigianali abbiano bisogno dei linguaggi contemporanei per poter parlare alle nuove
generazioni, ma questo calarsi nel contemporaneo non può coinvolgere la sostanza della manifatture
perché ne risulterebbero snaturate e svuotate del loro significato e dei valori che tramandano da secoli.
Credo che l’improvvisazione non faccia bene all’artigianato, affinché possa essere di qualità deve
presupporre paziente studio ed esperienza. Il termine tradizione ha finito per essere usato in un’accezione
quasi esclusivamente negativa … per indicare ciò che è stantio, non più attuale, in cui non ci si riconosce più,
in alcuni casi persino sinonimo di arretratezza. Recupererei il significato autentico del tradere , cioè del
passare di mano in mano per perpetuare non segreti, ma valori che possano aiutare non a consumare la
vita, ma assaporarla, viverla consapevolmente.

Cosa e a chi insegneresti i segreti della tua arte ?
L’arte non deve avere segreti, però deve esigere la consapevolezza da parte di chi ne fruisce
Non è solo un “saper fare” , bensì è un modo di approcciarsi, un modo di relazionarsi agli oggetti e alla
storia, in cui diventa fondamentale l’attenzione per i dettagli e la curiosità dell’approfondimento e della
conoscenza. La superficialità e la distrazione non appartengono a questo mondo.
Perciò condividerei questo approccio alla bellezza dell’arte – nel mio caso del libro e del documento antico
– con quanti, di ogni età desiderino riappropriarsi del valore del tempo e della capacità di fare ricerca in ogni
settore della vita, con tutti coloro che sentono il continuo bisogno di porsi domande e di non fermarsi
all’apparenza delle cose.

Raccontaci un aneddoto vissuto nella tua esperienza
Nella mia attività mi occupo anche del coordinamento dell’attività didattica e di formazione nel settore del
libro e del documento antico presso la Biblioteca Antica del Seminario ed è sempre sorprendente leggere
sui volti dei più giovani visitatori lo stupore di chi si avvicina a un antico libro non come a qualcosa di
vecchio , ma come a un’ incredibile scoperta.
L’approccio di tipo sensoriale per i più piccoli è significativo, perché – a differenza di un libro antico – con un
libro moderno o un e-book non vengono interpellati i nostri sensi in modo così stimolante.
Qualche tempo fa di fronte a un manoscritto perforato a causa di una forte acidità degli inchiostri un
bambino della seconda classe primaria ha esclamato avvicinandosi con il naso …”ma questo libro sa di
liquirizia!! “
Il giovane studioso che ha avuto il coraggio di mettere in campo tutti suoi sensi di fronte a un libro antico ed
ha riconosciuto l’odore pungente dell’acidità degli inchiostri, è stato nominato immediatamente sul campo
“Conservatore di libri”.

Pensi che esistano iniziative sul territorio che evidenzino l’importanza dell’artigianato?
Se si quali?
Negli ultimi anni si sono diffuse iniziative che mirano al recupero dei vecchi mestieri un po’ in tutta la
Lunigiana, ma non tutte sanno cogliere l’autenticità di questo settore. Non si tratta semplicemente di vivere
un flash back indietro nel tempo, un rivivere nostalgico e fine a se stesso di qualche ora in un passato ormai
sepolto.
Si tratta invece di fare della tradizione un’energia positiva che con linguaggi innovativi possa parlare anche
nella realtà attuale e dare nuovo vigore ad attività che facciano dell’approfondimento, del contatto e dello
studio dei materiali artistici il loro punto di forza.
Questo è un obiettivo più alto che solo alcune realtà hanno la lungimiranza di proporre e Pontremoli tra
queste rappresenta un’eccellenza del territorio.

Pensi che la tua arte possa essere imparata anche solo attraverso descrizioni e videoriprese?
Descrizioni e videoriprese possono informare sulla tecnica, ma ogni libro o documento antico è diverso
dall’altro, l’arte e l’appropriarsi di un metodo non avviene in modo passivo, avviene attraverso una
frequentazione … attraverso il piacere di una frequentazione assidua, diretta, partecipata, anche sofferta
talvolta, comunque sempre appassionata.

Andreina Micheli

Mi chiamo Andreina Micheli e abito a Pontremoli.
Il mio Mani e Menti consiste nella lavorazione e tintura naturale con vegetali su lana. Sono una ex agricoltrice ora casalinga con questo hobby che non mi rende certo di che vivere.
Questo mestiere è un divenire di apprendimento e di esperienze, punti base imparati da adolescente a scuola di”applicazioni tecniche” e in un continuo riscoprire o provare!L’arte della colorazione vegetale è condizionata dalla stagionalità,le tonalità di colore non sono mai ben definite o ripetibili,i tempi piuttosto lunghi, per me un vero piacere ma proprio il contrario del tutto e subito dettato dal mondo di oggi e dalla tecnologia.
Insegno volentieri ciò che ho appreso con la mia esperienza senza distinzione di età ma volenterosi o curiosi di apprendere.
Una volta un bambino a cui descrivevo, anche con foto, la tosatura della pecora si è messo a piangere a dirotto,temeva avessi fatto male all’animale non sapendo che invece le recavo sollievo!
Le iniziative che evidenziano l’importanza dell’artigianato sono sempre poche.
Per quello che riguarda l’imparare questo tipo di arte, qualcosa si può imparare anche da video riprese ma la correzione di una postura e altri piccoli accorgimenti si imparano non con la sola teoria.

2018-02-26T09:05:32+00:00 26 febbraio 2018|