Succisa è il nome collettivo degli agglomerati di case che sorgono mediamente a 585 m. sul livello del mare, sulle pendici di levante del monte Molinatico, nella valle del torrente Magriola, affluente del fiume Magra nel comune di Pontremoli. Il nome, secondo molti dei suoi abitanti, deriva da un’antica forma dialettale della parola associazione; Repetti invece ne dà un’interpretazione più semplice da sub Cisa, sotto la Cisa, il passo che si snoda sopra il paese[1]. Secondo Giovanni Sforza il nome deriva dal participio del verbo latino succìdere (da sub e caedo: tagliare sotto, in basso); per il fatto che lungo le strade percorse da soldati e viandanti si procedeva a tagliare l’abbondante sottobosco e la fitta vegetazione che favorivano le imboscate di banditi e predatori.[2]

Citata nei documenti più antichi col nome di Succisa, è presente in altri più recenti col nome di Soccisa o Succisa. Il nome è stato ripristinato in modo definitivo in Succisa con Decreto del Presidente della Repubblica n° 854 dell’8 settembre 1950.

Succisa si trova in territorio montagnoso a circa 600 metri d’altezza nella vallata del torrente Magriola, sulle pendici meridionali del monte Molinatico. Il terreno è argilloso e ricco di sorgenti, caratteristiche che favoriscono le frane. Il paese è formato dalle frazioni di Pollina, Colla, Barca, Poderi e Villavechia.

Pollina deve il suo nome alla presenza di numerose polle d’acqua, che spesso causano dissesti. È la frazione più popolata, ma la maggioranza degli abitanti oggi ha più di 45 anni di età.

Colla è una delle più antiche frazioni dove secondo la tradizione nel 1218 nacque Santa Zita. È la frazione con le maggiori tracce storiche: vi si trovano la cappella dedicata alla santa, la chiesa del paese dedicata alle S.S.Perpetua e Felicita ed il cimitero, circa 500 metri fuori dall’abitato, dove vengono sepolti i succisani.

L’origine del nome di Villavecchia risale al fatto che si ritiene fu il primo nucleo degli agglomerati di case che formano Succisa. Si trova sulla costa di una pendio. La frazione dei Poderi è localizzata lungo il corso del torrente Magriola lungo la strada provinciale ed è la più vicina a Mignegno. È formata da alcuni poderi sparsi. La Barca viene chiamata così perché il borgo visto nel suo insieme ricorda la forma di una nave.

La festa principale è quella dedicata a Santa Zita il 27 aprile, quando tutti i succisani si riuniscono per la celebrazione liturgica e il mercatino che si tiene in paese. Se non cade di domenica, però, Santa Zita viene festeggiata più solennemente la domenica successiva al 27 aprile. È importante anche la festa delle sante Perpetua e Felicita a cui è dedicata la chiesa della Colla. La ricorrenza liturgica è il 7 marzo, ma i succisani hanno l’abitudine di festeggiare le due Sante un giorno prima, il 6 marzo.

Il dialetto del paese è un ramo del dialetto lunigianese di derivazione ligure, con influenze secolari da altri paesi vicini, soprattutto da quelli della valle del Verde. Molte parole sono onomatopeiche, cioè riproducono i suoni caratteristici di ciò a cui fanno riferimento. Ad esempio iara, con cui si indicano i fiumi e i torrenti, riproduce il rumore della ghiaia mente rotola, mentre barbotla, che si riferisce ad un piatto tipico, riproduce il suo rumore scoppiettante mentre cuoce. Altre parole, come ad esempio tomana con cui si indicano i divani, derivano da vocaboli di importazione. Nella forma italiana sarebbe ottomana, perché era un tipo di poltrona tipico dei turchi, ma il nome vene accorciato ed usato per indicare ogni tipo di divano e poltrona.

La cucina tipica di Succisa è la semplice preparazione degli ingredienti disponibili nei vari periodi dell’anno per valorizzare ogni sapore. I piatti tipici sono la patona, una sfoglia di farina di castagne simile al castagnaccio, e la barbotta (che qui si pronuncia barbotla), che si differenzia di quella pontremolese e consiste in una sfoglia di farina di frumento con fiori di zucchine o altre verdure. A Succisa infatti la barbotla è una patona con ingredienti aggiuntivi: pinoli, noci e uvetta. Una particolarità della cucina succisana è quella della torta di riso che, mentre nelle altre località lunigianesi o non ha la sfoglia, o ce l’ha solo da una parte, è presente su entrambi i lati. Altri piatti sono la bomba di riso, uno sformato di riso ripieno di verdure e carne, la torta d’erbi, i frascadei (una zuppa fatta con ossa di maiale, verdura e polenta), i padelletti (frittelle di grano o di castagno). Tutti gli altri piatti erano il frutto dell’armonizzazione dei sapori di molti cibi come le trote dei torrenti, le prede della caccia, gli animali allevati e le verdure coltivate. Il pane era la levata, pane lievitato cotto nei testi di ghisa sopra foglie di castagno, o la mesciada, un mix di farina di grano e di castagno, fatta lievitare col bicarbonato e cotta come la levata.

TERRITORIO
Coordinate 44°25′38″N 9°53′50″E
Altitudine 600 m s.l.m.
Superficie
Abitanti 160 (2012)
Densità

 

ALTRE INFORMAZIONI
Nome abitanti succisani
Patrono Santa Zita